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sabato 23 settembre 2017

GENIO Italiano Giuseppe Cotellessa: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTA...

GENIO Italiano Giuseppe Cotellessa: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTA...: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTAZIONALE INDOTTA, INTUITA PER PRIMO DAL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA. ESSA SUPERA I LIMIT...

GENIO Italiano Giuseppe Cotellessa: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTA...

GENIO Italiano Giuseppe Cotellessa: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTA...: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTAZIONALE INDOTTA, INTUITA PER PRIMO DAL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA. ESSA SUPERA I LIMIT...

GENIO Italiano Giuseppe Cotellessa: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTA...

GENIO Italiano Giuseppe Cotellessa: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTA...: PROVA SPERIMENTALE DELL'ESISTENZA DELLA FORZA ROTAZIONALE INDOTTA, INTUITA PER PRIMO DAL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA. ESSA SUPERA I LIMITI...

Marco La Rosa - il sito di ricerca - 10° ANNO: LA FORZA ROTAZIONALE INDOTTA: IL NUOVO MODELLO DEL...

Marco La Rosa - il sito di ricerca - 10° ANNO: LA FORZA ROTAZIONALE INDOTTA: IL NUOVO MODELLO DEL...: L'ESISTENZA DELLA “ FORZA ROTAZIONALE INDOTTA ”, INTUITA PER PRIMO DAL DOTT. GIUSEPPE COTELLESSA, SUPERA I LIMITI DELLA FISICA DI N...

Marco La Rosa - il sito di ricerca - 10° ANNO: IL “GENIO” ITALIANO… NONOSTANTE TUTTO…NON E’ MORTO...

Marco La Rosa - il sito di ricerca - 10° ANNO: IL “GENIO” ITALIANO… NONOSTANTE TUTTO…NON E’ MORTO...: All’interno intervista esclusiva al Dott. Giuseppe Cotellessa di ENEA. di : Marco La Rosa  Il “PALAZZO DELLA CIVILTA’ ITALIANA”, ...

venerdì 22 settembre 2017

Il futuro dei cibi OGM / The future of GM food

Il futuro dei cibi OGM / The future of GM food

Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa



Mais GM / Corn GM


Grano GM / GM wheat

Ricercatori in tutto il mondo stanno sviluppando nuove colture geneticamente modificate. All'orizzonte c'è l'avvento di nuove varietà ottenute con tecniche di editing genomico come CRISPR-Cas9, mentre si attende che l'Unione Europea vari le leggi per la regolamentazione del settore.

La recente notizia che il salmone geneticamente modificato (GM) è arrivato sulle tavole dei consumatori canadesi è un notevole salto in avanti per i cibi di questo tipo. A più di due decenni dalla commercializzazione di piante GM, questo è il primo animale GM ad arrivare sul mercato.

Il salmone a crescita rapida può raggiungere le dimensione adatte alla messa in commercio in 18 mesi, circa la metà della sua controparte non geneticamente modificata, e con meno mangime. Questo porta a vantaggi sia commerciali sia ambientali, e la sua approvazione può aprire la strada ad altri animali GM.


I ricercatori stanno lavorando su maiali resistenti alle malattie, polli resistenti all'influenza aviaria, mucche da latte senza corna e pecore altamente produttive. Ma non aspettatevi di mangiare l'agnello geneticamente modificato la prossima Pasqua: la storia degli organismi geneticamente modificati (OGM) ha dimostrato che sono necessari molti anni (25 nel caso del salmone AquAdvantage) a nuova tecnologia per raggiungere il mercato e che molte innovazioni non ce l'hanno mai fatta. I numerosi programmi di ricerca che sviluppano piante e animali geneticamente modificati raramente li hanno reso disponibili, e il mercato è dominato da poche tipologie di modifiche in un limitato numero di colture.

Nel 2016, 
185 milioni di ettari di terreno sono stati piantati con colture biotecnologiche, la maggior parte con soia, mais, cotone e canola. Quasi tutta questa area, oltre il 99 percento, era dedicata a colture resistenti agli erbicidi, agli insetti o a entrambi.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un rapido incremento delle colture con " stacked traits "

(ovvero tratti sommati, o multipli), che hanno geni per la resistenza sia agli erbicidi sia agli insetti, e senza dubbio è questa la direzione che l'agricoltura GM sta prendendo per il prossimo futuro.

Un altro scenario prevedibile per i prossimi anni sarà la sempre più ardua sfida posta dal fenomeno della resistenza, che abbiamo già affrontato nei confronti sia delle erbe infestanti sia degli insetti. Le colture GM tolleranti al glifosato hanno fatto sì che ci si affidasse quasi esclusivamente a questo singolo erbicida, favorendo l'insorgere della resistenza in un numero sempre più grande di specie di erbe infestanti.

Allo stesso modo, la diffusione di colture resistenti agli insetti ha come conseguenza che i parassiti stessi stanno diventando resistenti alla nuova tecnologia e le colture sono di nuovo vulnerabili. I ricercatori hanno ingaggiato una battaglia tecnologica con i parassiti, sviluppando nuovi geni per creare colture a cui gli insetti non sono resistenti. Ma questa competizione sulla resistenza non sarà semplicemente vinta con la tecnologia. Una migliore gestione agricola ha il potere di ridurre i problemi di resistenza, per esempio affiancando aree di coltivazione non GM a colture resistenti agli insetti. Il tempo dirà quanto siamo in grado di gestire le colture resistenti agli insetti e quanto siano efficaci.


Più promettenti di queste varietà di colture, in cui le novità sono variazioni sullo stesso tema, sono i tanti studi che vengono effettuati in università e istituti di ricerca in tutto il mondo. Sono in fase di sviluppo banane, grano e patate resistenti alle malattie, oltre a canna da zucchero e mais. Piuttosto che concentrarsi sulle colture a resa elevata che dominano l'agricoltura nel mondo sviluppato, molti programmi di ricerca finanziati con fondi pubblici mirano a ridurre le perdite dei raccolti che devono affrontare gli agricoltori senza risorse per gestire le malattie e i cambiamenti climatici.

Ma il principale ostacolo per queste colture sarà quello di riuscire a ottenere l'approvazione legislativa e l'accettazione da parte dei consumatori, e il tempo che ci separa ancora dal vederne i vantaggi è più una questione sociale che tecnologica.

Guardando al futuro, sono in corso progetti ancora più ambiziosi che potrebbero non portare benefici per decenni, o addirittura non portarne affatto. La Bill and Melinda Gates Foundation, per esempio, sta scommettendo su progetti di finanziamento che mirano a creare colture di cereali in grado di fissare l'azoto in modo autonomo. Ciò potrebbe cambiare le carte in tavola per gli agricoltori più poveri che non possono accedere ai fertilizzanti azotati, e altrove potrebbe ridurre l'enorme costo ambientale della produzione e dell'uso di fertilizzanti. La sfida è la complessità. Mentre altre colture GM possono avere un singolo gene inserito, per la fissazione dell'azoto occorrono interi processi biologici.

Non sono solo gli usi delle tecnologie GM che stanno cambiando, ma anche le tecnologie stesse. Molti ricercatori sfruttano metodi di editing del genoma, 
il più famoso dei quali è CRISPR-Cas9. Questi potenti strumenti possono essere usati per introdurre nuovi geni in una pianta o in un animale, o per apportare modifiche più sottili alle singole coppie di basi del DNA. Spesso sono molto più veloci e meno costosi delle tecniche più avanzate di modifica genetica, permettendo anche ai soggetti con meno mezzi di entrare in gioco.

In laboratorio, l'editing genomico è stato usato per creare riso e grano resistenti alle malattie, e per aumentare la tolleranza del mais alla siccità. Costi più bassi consentono di fare progetti su piccole colture, e i ricercatori stanno lavorando per sviluppare agrumi e vitigni resistenti alle malattie. Gli studi sul campo attualmente in corso riguardano pomodori a crescita rapida, con la speranza che ciò possa essere utile per creare colture adatte alle future condizioni climatiche.

L'editing genomico non è solo un trionfo tecnologico, ma anche un'importante distinzione nel sistema normativo. Paesi come Stati Uniti e Argentina hanno ritenuto che le piante con genoma editato non debbano sottostare alla stessa regolamentazione degli OGM, il che apre alla possibilità di commercializzare nuove colture in modo molto più rapido ed economico.

In Europa il futuro è molto più difficile da prevedere. L'Unione Europea ha ripetutamente ritardato la sua decisione su come regolamentare le colture con genoma editato, ed è improbabile che ne sentiremo parlare prima del 2018. Se c'è un singolo fattore in grado di cambiare il futuro dei cibi geneticamente modificati, è proprio questa decisione. Per poter sfruttare i benefici delle colture con genoma editato mantenendo sotto controllo i rischi, possiamo solo sperare che l'Unione Europea vari leggi che siano accettabili sia per i ricercatori sia per la società.


ENGLISH

Researchers around the world are developing new genetically modified crops. On the horizon is the emergence of new varieties obtained with genomic editing techniques such as CRISPR-Cas9, while it is expected that the European Union will be subject to various regulatory sector laws.
The recent news that genetically modified salmon (GM) has arrived on Canadian consumers' tables is a major leap forward for such foods. More than two decades since the marketing of GM plants, this is the first GM animal to arrive on the market.
Fast-growing salmon can reach the size suitable for marketing in 18 months, about half of its non-genetically engineered counterpart, with less feed. This leads to commercial and environmental benefits, and its approval can pave the way for other GM animals.
Researchers are working on disease-resistant pigs, avian influenza chickens, dairy cows without horns and highly productive sheep. But do not expect to eat the genetically modified lamb next Easter: the history of genetically modified organisms (GMOs) has shown that many years (25 in the AquAdvantage salmon) are needed for new technology to reach the market and that many innovations do not they've ever done it. The many research programs that develop genetically modified plants and animals have rarely made them available, and the market is dominated by few types of changes in a limited number of crops.
In 2016, 185 million hectares of land were planted with biotechnological crops, most with soy, corn, cotton and canola. Almost all this area, over 99 percent, was devoted to cultures resistant to herbicides, insects, or both.
In recent years, we have witnessed a rapid increase in crops with "stacked traits"(or multiple, multiples) that have genes for resistance to both herbicides and insects, and no doubt this is the direction GM agriculture is taking for the foreseeable future.
Another foreseeable scenario for the coming years will be the ever-increasing challenge posed by the resistance phenomenon that we have already faced with weeds and insects. Glyphosate tolerant GM crops have almost exclusively relied on this single herbicide, favoring the emergence of resistance in an ever-increasing number of weed species.
Likewise, the spread of insect-resistant crops has the consequence that parasites themselves are becoming resistant to new technology and crops are again vulnerable. Researchers have engaged in a technological battle with parasites, developing new genes to create cultures to which the insects are not resistant. But this resistance competition will not simply be won with technology. Better agricultural management has the power to reduce resistance problems, for example by affirming non-GM cultivation areas with insect-resistant crops. Time will tell how much we can handle insect-resistant crops and how effective they are.
The most promising of these varieties of crops, where novelties are variations on the same theme, are the many studies that are being carried out in universities and research institutes around the world. Bananas, wheat and potatoes resistant to disease are being developed, in addition to sugar cane and corn. Rather than focusing on high-yielding crops that dominate agriculture in the developed world, many publicly funded research programs are aimed at reducing crop losses that farmers face without resource management for disease and climate change.
But the main obstacle to these crops is to be able to get legislative approval and acceptance by consumers, and the time that separates us from seeing the benefits is more of a social or technological issue.
Looking to the future, more ambitious projects are underway that might not bring benefits for decades or even bring them at all. The Bill and the Melinda Gates Foundation, for example, are betting on financing projects aimed at creating grain crops that can set nitrogen independently. This could change table charts for poorer farmers who can not access nitrogen fertilizers, and elsewhere could reduce the enormous environmental cost of fertilizer production and use. The challenge is complexity. While other GM crops may have a single inserted gene, whole biological processes are required for nitrogen fixation.
They are not just the uses of GM technologies that are changing but also the technologies themselves. Many researchers exploit genome editing methods, the most famous of which is CRISPR-Cas9. These powerful tools can be used to introduce new genes into a plant or an animal, or to make more subtle changes to individual DNA base pairs. Often they are much faster and cheaper than the most advanced genetic modification techniques, even allowing subjects with less resources to get into the game.


In the lab, genomic editing has been used to create disease-resistant rice and wheat, and to increase corn tolerance to drought. Lower costs make small crop projects, and researchers are working to develop citrus and vine-resistant vines. Field studies currently underway concern fast-growing tomatoes, hoping that this will be useful in creating crops suitable for future climatic conditions.
Genomic editing is not only a technological triumph, but also an important distinction in the regulatory system. Countries such as the United States and Argentina have argued that edited genome plants should not be subject to the same rules as GMOs, which opens up the possibility of marketing new crops much faster and cheaper.
In Europe, the future is far more difficult to predict. The European Union has repeatedly delayed its decision on regulating cultured genomes, and it is unlikely that we will hear it before 2018. If there is a single factor that can change the future of genetically modified foods, it is this decision. In order to exploit the benefits of edited genome crops while keeping the risks under control, we can only hope that the European Union has various laws that are acceptable to both researchers and society.


Da:

http://www.lescienze.it/news/2017/09/16/news/futuro_cibi_ogm-3664451/



Ridipingere le farfalle si può, grazie a CRISPR / Repainting butterflies can be done with CRISPR

Ridipingere le farfalle si può, grazie a CRISPR / Repainting butterflies can be done with CRISPR

Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa



Due esperimenti basati sulla tecnica di editing hanno manipolato la tavolozza genetica naturale per studiare come cambiano di conseguenza quei dipinti su tela biologica che sono le ali delle farfalle.

La biodiversità è un meraviglioso intreccio di genetica ed evoluzione e le ali delle farfalle ne sono uno degli esempi più affascinanti, con la loro varietà di disegni, macchie e colori. Capire come le stesse reti geniche diano luogo a effetti visivi tanto diversificati nelle migliaia di specie di lepidotteri esistenti è rimasto a lungo il sogno di tanti entomologi e biologi evoluzionisti. La novità è che ora gli scienziati dispongono di una tecnica così versatile e semplice da poter essere impiegata anche in organismi prima difficilissimi da ingegnerizzare.

Ovviamente parliamo di CRISPR, il sistema di modificazione genetica che è stato utilizzato in due esperimenti descritti questa settimana sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences" (PNAS), per manipolare la tavolozza genetica naturale e studiare come cambiano di conseguenza quei dipinti su tela biologica che sono le ali. Ne abbiamo discusso con Alessio Vovlas, un entomologo dell’associazione Polyxena che ha studiato sia gli aspetti molecolari che quelli ecologici delle farfalle italiane.
Robert Reed della Cornell University e i suoi colleghi hanno disattivato due geni, scoprendo che esercitano un ruolo determinante per l’aspetto delle ali. WntA imposta lo schizzo, mentre optix pennella i colori. È l’inizio di una nuova stagione di ricerca?

I ricercatori hanno modificato sette specie di quel numerosissimo gruppo di farfalle che sono chiamate Ninfalidi perché abitano i boschi. Oltre ad estendere l’esperimento sui lepidotteri, sarebbe interessante lavorare sulle libellule, in cui il pigmento ommocromo (quello su cui agisce
optix) colora diversamente maschi e femmine.
Varrebbe anche la pena di provare la stessa tecnica di modificazione genetica sulle coccinelle, per capire cosa determina il numero dei puntini sulle ali. CRISPR contribuirà a svelare meccanismi che non sono solo intriganti per motivi estetici ma hanno anche funzioni importanti dal punto di vista biologico. Le applicazioni in entomologia possono essere molte.

A cosa serve avere ali belle e colorate?
Forma e colori hanno due funzioni principali per le farfalle. Permettono il riconoscimento fra individui della stessa specie, ai fini dell’accoppiamento, e consentono di sfruttare il mimetismo per nascondersi dai predatori. Alcune specie mimano l’aspetto delle foglie della pianta nutrice (Gonepteryx cleopatra), o la corteccia. In qualche caso la femmina ha un colore diverso dal maschio, per mimetizzarsi sul terreno durante la deposizione delle uova (Polyommatus icarus). A volte la colorazione ha anche una funzione di minaccia, come nel macaone e in altre farfalle gialle e nere. Non a caso sono i colori che utilizziamo anche noi per indicare un pericolo nei luoghi di lavoro. Allo stadio di bruco questi lepidotteri sequestrano alcaloidi tossici dalle piante nutrici di cui si alimentano. Quindi, mostrando colori vistosi, comunicano ai predatori la propria scarsa appetibilità.
Disattivando il gene WntA cambia il pattern alare. Bloccando optix la maggior parte delle farfalle studiate si scurisce, diventando grigia e nera. Ma nella specie Junonia coenia si crea un’iridescenza bluastra. Cosa la stupisce di più?

Le ali delle farfalle sono ricoperte di squame, che possono essere pigmentate o presentare rilievi e striature che producono fenomeni di rifrazione della luce. Non sono così meravigliato che cambiando i pigmenti ci siano effetti sull’iridescenza. In generale però gli esemplari modificati che hanno acquisito una colorazione scura, melanica, mi fanno pensare agli scambi fra appassionati, che un tempo avevano il culto delle aberrazioni. Un’ipotesi, tutta da verificare, è che in quegli individui – tanto apprezzati per la loro rarità e venduti alle fiere – fossero insorte spontaneamente le stesse mutazioni che ora sono state indotte intenzionalmente dai ricercatori.       

Per fare studi come quelli di PNAS sono interessanti anche le farfalle italiane?
Con le nostre 289 specie siamo la nazione europea con la più alta biodiversità di lepidotteri. La maggior parte delle specie editate con CRISPR in questi esperimenti sono del Sud America, ma un paio sono diffuse anche in Italia: la Pararge aegeria (prevalentemente marrone) e la Vanessa cardui (con sfondo arancione). Va detto che i pattern alari non sono un criterio infallibile per il riconoscimento intra e inter-specifico. A noi per esempio la genetica è servita per distinguere due specie praticamente identiche: Zerynthia polyxena e Zerynthia cassandra. Quest’ultima risultava solo come sottospecie ma ora è stata elevata al rango di specie e risulta un endemismo italiano, con una distribuzione che va dal Po alla Sicilia.
In Europa le farfalle sono in declino per la riduzione degli habitat. Qual è la situazione in Italia, e cosa fate voi in Puglia?

La lista rossa italiana censisce 18 specie di lepidotteri diurni minacciati, ma definisce come stabili la maggior parte delle popolazioni. A Monopoli sorge Farfalia, che è una casa delle farfalle. In Italia ce ne sono una decina ma le altre ospitano specie tropicali. La nostra è l’unica che alleva specie autoctone; abbiamo ricreato un ambiente mediterraneo all’interno di una serra per allevarle e poi le liberiamo nelle aree parco per effettuare dei ripopolamenti. Un dato positivo è l’aumento dei giardini delle farfalle, ovvero delle aree in cui ci sono piante utili per la sosta, l’alimentazione e la riproduzione dei lepidotteri.

ENGLISH

Two experiments based on the editing technique have manipulated the natural genetic palette to study how those organic canvas paintings are the butterfly wings. Biodiversity is a wonderful plot of genetics and evolution, and butterfly wings are one of the most fascinating examples with their variety of designs, stains and colors. Understanding how the same gene networks give rise to visual effects so diverse in the thousands of species of existing lepidopterus has long remained the dream of many entomologists and evolutionary biologists. The novelty is that now scientists have such a versatile and simple technique that they can be used even in organizations that are difficult to engineer. Obviously, we are talking about CRISPR, the genetic modification system that has been used in two experiments described this week in the journal "Proceedings of the National Academy of Sciences" (PNAS) to manipulate the natural genetic palette and study how those paintings consequently change biological canvas that are wings. We discussed this with Alessio Vovlas, an entomologist of the Polyxena association that studied both the molecular and ecological aspects of Italian butterflies. Robert Reed of Cornell University and his colleagues deactivated two genes, discovering they play a decisive role in the appearance of wings. WntA sets the sketch while optix brushes the colors. Is it the beginning of a new season of research? The researchers modified seven species of that large group of butterflies that are called Ninfalids because they inhabit the forests. In addition to extending the experiment on mothers, it would be interesting to work on the dragonflies, where the ommocrome pigment (the one on which optix acts) colorfully differentiates males and females. It would also be worth trying the same genetic modification technique on ladybugs to figure out what determines the number of dots on the wings. CRISPR will help to uncover mechanisms that are not only intriguing for aesthetic reasons but also have biologically important functions. Entomology applications can be many. What good to have beautiful and colorful wings? Shape and colors have two main functions for butterflies. They allow the recognition of individuals of the same species for the purposes of mating, and allow them to exploit mimicry to hide from predators. Some species mimic the appearance of the leaves of the nourishing plant (Gonepteryx cleopatra), or the bark. In some cases the female has a different color from the male to camouflage on the soil during egg laying (Polyommatus icarus). Sometimes coloring also has a threat function, such as macaone and other yellow and black butterflies. It is no coincidence that the colors we use are also indicative of a danger in the workplace. At the caterpillar stage, these mothers seize toxic alkaloids from the nutrition plants they feed. Then, showing bright colors, they communicate to the predators their little appetite. Turning off the WntA gene changes the wing pattern. By blocking optix, most studied butterflies darken, becoming gray and black. But in the Junonia coenia species a bluish iridescence is created. What amazes you the most? Butterfly wings are covered with scales, which can be pigmented or have reliefs and streaks that produce light refraction phenomena. I'm not so surprised that changing pigments has effects on iridescence. In general however, the modified specimens that have acquired a dark, melancholy coloring make me think of the exchanges between enthusiasts, who once had the aberration cult. One hypothesis, all to be verified, is that in those individuals - so much appreciated for their rarity and sold at fairs - they spontaneously produced the same mutations that were intentionally induced by the researchers. To do studies like those of PNAS are also interesting Italian butterflies? With our 289 species we are the European nation with the highest biodiversity of lepidoptera. Most of the species edited with CRISPR in these experiments are from South America, but a couple are also common in Italy: the Pararge aegeria (predominantly brown) and Vanessa cardui (with orange background). It is to be said that alari patterns are not an infallible criterion for intra and inter-specific recognition. To us, for example, genetics have been used to distinguish two virtually identical species: Zerynthia polyxena and Zerynthia cassandra. The latter was only a subspecies, but now it has been elevated to the rank of species and it is an Italian endemism, with a distribution ranging from Po to Sicily.

In Europe butterflies are in decline for habitat reduction. What is the situation in Italy, and what do you do in Puglia? The Italian red list lists 18 species of threatened day lepidoptera, but defines most populations as stable. In Monopoli lies Farfalia, which is a butterfly house. In Italy, there are a dozen, but the others host tropical species. Our is the only one that breeds native species; we recreated a Mediterranean environment inside a greenhouse to breed them and then released them to park areas to carry out repopulations. A positive figure is the increase in butterfly gardens, ie areas where there are plants useful for the rest, feeding and reproduction of mothers.

Da:

http://www.lescienze.it/news/2017/09/20/news/biodiversita_genetica_crispr-3669733/?ref=nl-Le-Scienze_22-09-2017


I primi giorni dell'embrione con l'editing genomico / Early embryo days with genomic editing

I primi giorni dell'embrione con l'editing genomico / Early embryo days with genomic editing

Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa



Embrioni al quinto giorno di sviluppo. Nell'embrione con livelli normali di proteina di OCT4 (sinistra) si osserva la formazione della blastocisti, mentre in quello modificato con CRISPR, no.  (Cortesia Dr Kathy Niakan/Nature) / Embryos on the fifth day of development. In the embryo with normal levels of OCT4 protein (left), blastocyst formation is observed, while in the one modified with CRISPR, no. (Cortesia Dr Kathy Niakan / Nature)

Uno studio su embrioni umani con la tecnica CRISPR ha permesso di comprendere il ruolo di una proteina chiave nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. La scoperta ha anche evidenziato importanti differenze fra lo studio sul modello animale e quello sull'essere umano, e potrebbe migliorare la fecondazione in vitro.

Embrioni umani geneticamente editati hanno permesso di dare uno sguardo alle prime fasi dello sviluppo, offrendo anche indicazioni sul ruolo di una proteina fondamentale che guida la crescita embrionale.

Il primo studio di questo tipo si differenzia dalle ricerche precedenti che hanno cercato di correggere mutazioni che causano malattie negli embrioni umani, nella speranza di prevenire patologie genetiche. Se questi studi hanno sollevato preoccupazioni per la loro potenziale capacità di creare "neonati progettati", quest'ultimo descrive una ricerca di base che mira a comprendere lo sviluppo dell'embrione umano e le cause di aborto spontaneo.
Pubblicato on line su "Nature", lo studio si è basato su CRISPR-Cas9, un sistema di editing genomico che può apportare modifiche precise al DNA. Nello specifico, i ricercatori hanno usato CRISPR-Cas9 per interrompere la produzione di una proteina chiamata OCT4, che ha un ruolo importante nello sviluppo degli embrioni.

Tradizionalmente i ricercatori hanno effettuato questi studi su embrioni di topi, che sono più abbondanti e sollevano meno problemi etici rispetto agli embrioni umani. Ma l'ultimo studio mette in evidenza differenze fondamentali tra il ruolo di OCT4 negli embrioni umani e in quelli dei topi, sottolineando le limitazioni insite nell'affidarsi ai modelli animali, afferma Dieter Egli ricercatore esperto in cellule staminali alla Columbia University di New York.

"Se vogliamo capire veramente lo sviluppo embrionale umano e migliorare la salute umana, dobbiamo lavorare direttamente su embrioni umani", afferma. "Non possiamo affidarci solo all'estrapolazione di organismi modello".
Ricerca regolata

Per eseguire lo studio, il gruppo guidato da Kathy Niakan, biologa dello sviluppo al Francis Crick Institute di Londra, ha usato un totale di 58 embrioni generati in cliniche di fecondazione assistita in seguito a trattamenti di fecondazione in vitro (FIV). Gli embrioni non erano più necessari per la FIV ed erano stati donati alla ricerca. La UK Human Fertilisation and Embryology Authority ha approvato lo studio: per la prima volta un ente regolatore nazionale ha approvato una ricerca che ha coinvolto l'editing genomico di embrioni umani (studi precedenti effettuati in altri paesi sono stati approvati da qualche comitato di controllo locale).

Il gruppo ha iniettato le macchine molecolari necessarie per l'editing genomico con CRISPR-Cas9 quando le uova fecondate, o zigoti, consistevano di una sola cellula, per poi seguirne lo sviluppo in laboratorio per una settimana.

Subito è stato chiaro che lo sviluppo normale era deragliato in embrioni che non avevano livelli normali di OCT4. Circa la metà dei controlli (che avevano livelli inalterati e normali OCT4) si sono sviluppati per formare embrioni multicellulari chiamati blastocisti. Degli embrioni modificati con livelli di OCT4 bloccati, solo il 19 per cento si è sviluppato fino a quel punto.

I risultati rassicurano gli scienziati che CRISPR-Cas9 è abbastanza efficiente per condurre studi su embrioni umani, dice Fredrik Lanner, biologo dello sviluppo al Karolinska Institutet di Stoccolma. "Se si lavora sui topi, si possono testare centinaia di embrioni", dice. "Ma l'accesso agli embrioni umani è limitato".

Lanner, il cui laboratorio sta conducendo studi con CRISPR su altri geni cruciali per lo sviluppo degli embrioni, sottolinea l'importanza di ottimizzare con attenzione le condizioni sperimentali negli embrioni di topo prima di passare agli studi su embrioni umani, come aveva fatto la squadra di Niakan.
Differenze eclatanti
Ma saranno necessari ulteriori ricerche su embrioni umani per individuare quello che fa OCT4. Le differenze tra embrioni di topo e umani sono state eclatanti, afferma Amy Ralston, biologa dello sviluppo alla Michigan State University a East Lansing, che ha studiato la proteina nei topi. Il gruppo di Niakan ha infatti scoperto che gli embrioni umani hanno smesso di crescere prima degli embrioni di topi privi della proteina, mostrando anche differenti modelli di espressione genica.

Sono state riscontrate anche anomalie impreviste nelle cellule che danno origine alla placenta.

Quest'ultimo è un risultato particolarmente importante, dice Niakan, perché i ricercatori dispongono di modelli insoddisfacenti per studiare lo sviluppo della placenta e capire come il processo possa andare storto. La ricerca potrebbe anche definire nuovi modi per aumentare il tasso di successo della FIV e contribuire a spiegare perché alcune gravidanze non vanno a buon fine, spiega Niakan.

"È un primo passo emozionante", afferma Ralston. "Questo articolo apre una nuova era della genetica funzionale umana".

ENGLISH

A study on human embryos with CRISPR technology has allowed to understand the role of a key protein in the early stages of embryonic development. The discovery also highlighted significant differences between animal and human model studies and could improve in vitro fertilization.
Genetically edited human embryos have given a glimpse at the early stages of development, also providing guidance on the role of a fundamental protein that drives embryonic growth.
The first study of this type differs from previous research that has been trying to correct mutations that cause diseases in human embryos in the hope of preventing genetic diseases. If these studies have raised concerns about their potential ability to create "designed neonates", the latter describes a basic research that seeks to understand the development of the human embryo and the causes of spontaneous abortion.
Published online on "Nature", the study was based on CRISPR-Cas9, a genomic editing system that can make DNA-specific changes. Specifically, researchers used CRISPR-Cas9 to stop production of a protein called OCT4, which plays an important role in embryo development.
Traditionally, researchers have carried out these studies on embryos of mice, which are more abundant and raise less ethical problems than human embryos. But the latest study highlights fundamental differences between the role of OCT4 in human embryos and mice, highlighting the inherent limitations of relying on animal models, says Dieter He's a stem cell researcher at Columbia University, New York.
"If we really want to understand human embryonic development and improve human health, we must work directly on human embryos," he says. "We can not rely only on the extrapolation of model organisms".

Regulated Search

To carry out the study, the group led by Kathy Niakan, development biologist at the Francis Crick Institute in London, used a total of 58 embryos generated in assisted fertilization clinics following in vitro fertilization treatments (FIV). Embryos were no longer needed for the FIV and were donated to research. The UK Human Fertilation and Embryology Authority approved the study: for the first time a national regulator approved a research involving genomic editing of human embryos (previous studies in other countries have been approved by some local monitoring committees ).
The group injected the molecular machines needed for genomic editing with CRISPR-Cas9 when fertilized or zygotic eggs consisted of one cell, followed by laboratory development for one week.
Immediately it was clear that normal development was derailed in embryos that did not have normal OCT4 levels. Approximately half of the controls (which had unaltered and normal OCT4 levels) developed to form multicellular embryos called blastocysts. Of modified embryos with blocked OCT4 levels, only 19 percent developed up to that point.
The results reassure scientists that CRISPR-Cas9 is efficient enough to conduct studies on human embryos, says Fredrik Lanner, development biologist at the Karolinska Institutet in Stockholm. "If you work on mice, you can test hundreds of embryos," he says. "But access to human embryos is limited."
Lanner, whose laboratory is conducting studies with CRISPR on other crucial genes for embryo development, underlines the importance of carefully optimizing experimental conditions in mouse embryos before passing on human embryo studies, as the team of Niakan.

Unexpected anomalies in placenta-derived cells have also been reported.
The latter is a particularly important result, says Niakan, because researchers have unsatisfactory patterns to study placenta development and understand how the process can go wrong. Research could also define new ways to increase FIV success rate and help explain why some pregnancies are not successful, says Niakan.
"It's an exciting first step," says Ralston. "This article opens a new era of functional human genetics."

Da:

http://www.lescienze.it/news/2017/09/21/news/crispr_sviluppo_embrioni_umani_fiv-3671939/?ref=nl-Le-Scienze_22-09-2017


Your Age in TeloYears, Interview with Telomere Diagnostics CEO Jason Shelton / La tua età in TeloYears, intervista con il CEO di Telomere Diagnostics Jason Shelton

Your Age in TeloYears, Interview with Telomere Diagnostics CEO Jason SheltonLa tua età in TeloYears, intervista con il CEO di Telomere Diagnostics Jason Shelton


Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Giuseppe Cotellessa





In 2009, the Nobel Prize in Physiology or Medicine was awarded to three scientists for the discovery of how chromosomes are protected by telomeres and the enzyme telomerase. Today, telomeres stretch of DNA at the ends of chromosomes, are used as part of a new, commercially available genetic test that helps individuals better understand how well they are aging. The test, TeloYears, was developed by Telomere Diagnostics (TDx), a molecular testing company begun in 2010. One of TDx’s founders, Dr. Elizabeth Blackburn, was one of the three Nobel Prize recipients and a trailblazer in molecular biology.
TeloYears is easy to use, requiring a blood sample to be sent to TDx’s laboratory where telomeres in white blood cells are evaluated and summarized in a report sent back to the test-taker. Unlike other genetic tests, TeloYears is based on a biomarker that changes over time, allowing an individual to make behavior and lifestyle changes based on their results. Additional services and coaches to help test-takers interpret their results and develop a plan of action are part of TDx’s offering. To learn more about the TeloYears technology and services, Medgadget had a chance to hear from TDx’s CEO, Jason Shelton.

Medgadget, Mike Batista: What are telomeres and how are they associated with aging?

Jason Shelton:  Telomeres are the changing, protective caps on the ends of our DNA strands that tend to shorten and fray with age, and grow or shrink with positive or negative lifestyle factors. Imagine our DNA as a long spiral ladder with millions of rungs. Our telomeres are the last few thousand rungs on the ends of the ladder that keep it from “unzipping” as cells divide and thus protect our genes, which are made up of long stretches of rungs in the middle. Technically speaking, telomeres are repetitive stretches of the nucleotide base pair sequence TTAGGG at the ends of our chromosomes. When we are born, our telomeres are typically at their longest. However, throughout our lives, the telomeres shorten. At every cell division, telomeres lose a bit of their DNA until, over time, the cell cannot replicate and becomes “senescent,” which is the cellular equivalent of aging. However, telomeres allow a real-time measurement that can be used to reinforce lifestyle changes that are associated with slowing and even reversing cellular aging. Telomere Diagnostics developed TeloYears, a simple DNA test that tracks cellular age based on telomere length. The test can be repeated over time to see how a patient’s lifestyle plans (e.g. diet, exercise and stress management) are working to improve functioning on a cellular level.

Medgadget: What led to the idea of developing a consumer product based on telomere length?

Shelton: An impressive range of studies in the published academic literature—undertaken by organizations ranging from the U.S. Department ofVeterans Affairs to the National Institutes of Health to NASA—have validated the measurement of telomere length as a gauge of a person’s cellular age. The 2009 Nobel Prize in Medicine, which was awarded for the discovery of how chromosomes are protected by telomeres and the enzyme telomerase, inspired a diagnostic test involving telomeres for the consumer market. The year after the Nobel was awarded, a molecular testing company, Telomere Diagnostics, was founded to harness the power of telomeres in an original way, and the recently launched TeloYears genetic test was the result.

Medgadget: How exactly does the TeloYears genetic test work from receipt of the kit to getting results?

Shelton: The TeloYears evaluation begins when a test-taker mails his or her blood sample (one drop of blood from a finger)—collected at home using a custom kit produced by the company—to Telomere Diagnostics’ CLIA-certified laboratory in Silicon Valley, California. There, the telomeres in the white blood cells are analyzed using a method that Telomere Diagnostics has published in a peer-reviewed journal, the only company to have done so. Specifically, the relative average telomere length in the white blood cells is measured using a proprietary technique called the quantitative polymerase chain reaction (PCR) assay, whose use has been spotlighted in academic literature. The evaluation conducted by the laboratory is summarized in a report emailed to the test-taker. There is also personalized support available from expert “TeloCoaches” for those who wish to understand better what their results mean for them and how to take action to improve by working with TeloCoaches to customize a Lifestyle Action Plan.

Medgadget: What is contained in the laboratory report summary that is emailed to the test-taker?

Shelton: The TeloYears test report provides the test-taker with his or her average telomere length expressed both numerically (as a T/S ratio, which is a unit measure commonly used in published literature) and also as an age and gender adjusted percentile score based on a comparison to a reference range that is statistically representative of the US population. The report also interprets that result in terms of providing the test-taker’s age in TeloYears, which is calculated as the actual age of a typical man or woman whose telomere length is similar to theirs. Additionally, if they have taken the test more than once, the report also shows how their results have changed over time. Furthermore, the TeloYears Blueprint for Aging Well, which is sent as part of the TeloYears test results, compiles and distills the decades of scientific evidence on the link between telomere length and aging into one simple, tabulated, and value-added resource for those who feel inspired to take action and get the most out of their results. This includes a detailed self-assessment to help identify areas for lifestyle improvement.

Medgadget: What options are available to test-takers who discover that their cellular age is much older than their actual age, as indicated by shorter telomeres? 

Shelton: There are safeguards in place to help those who would like to better understand their results or may be surprised by them. There is personalized support available through a service called TeloCoach, which provides the test-taker with one-on-one advice from a certified TeloCoach who will help them better understand what their results really mean and what to do with them by providing a personalized Lifestyle Action Plan based on telomere science, their results, and lifestyle habits. We also facilitate discussions with a doctor or our Medical Director for those who wish to and/or if they have an unusual or extreme result.
It’s somewhat analogous to having your cholesterol checked and finding out it’s too high and then taking steps to improve your lifestyle. Likewise, it’s important to understand that telomere length can change. The rate of change of a person’s telomere length is very individual and can be affected, both positively and negatively, by many contributing factors including genetics, lifestyle, stress, and environment. In fact, the rate of change is not constant even within the same person’s lifetime. A test-taker may be able to slow the rate at which their telomeres shorten with lifestyle interventions. Telomeres can shorten more rapidly during periods of stress such as serious illness or infection. Likewise, during periods of good health, the telomeric rate of shortening can slow significantly. Finally, proper diet, exercise. and stress management has been shown to even increase telomere length. We recommend that a test-taker consult their doctor before engaging in any diet, exercise, or lifestyle modification program.



Medgadget: How users have responded to and taken advantage of the insights provided by the results of the TeloYears test?

Shelton: For more than two decades, telomere length has been well established in the clinical literature as an important biomarker of overall health. Only now is it being made broadly available to those who take a preventive approach to their health by tracking their health and fitness. But unlike step and trackers, telomere length is more personal, because it’s not just what a person does, it’s who they are at the level of their own DNA. And this part of their DNA can change. Therefore, we are committed to helping people learn about their telomere length and the body of knowledge about telomere biology in general. Through this important and integrative factor of overall health, we wish to help people find the inspiration to make healthier lifestyle choices through the personalized information about their own DNA. But if you don’t measure it, you can’t manage it—and we’re making it available at teloyears.com.
In recent years, the TeloYears technology has been spotlighted in various media reports highlighting test-takers. For example, a televised CBS News report profiled several TeloYears test-takers. Additional feedback from our customers is available in the reviews section of our website.

Medgadget: How does TeloYears compare to or differ from other genetic tests available to consumers such as 23andMe?

Shelton: TeloYears is much more actionable because your telomere length can change, whereas your ancestry or traits cannot. We have the world’s leading telomere measurement method and are the only company to publish the analytical validation of our method in peer review. The telomere is a unique part of human DNA that changes with lifestyle and also has more than 20,000 peer-reviewed papers supporting its links with a variety of age-related diseases and mortality in general. Because this part of the DNA can change, our test can be more actionable than other DNA tests that are more “one and done” measurements of a fixed aspect of your DNA. In this sense, it is akin to cholesterol testing, which is also actionable in that results can be influenced by positive lifestyle changes, in a way that other DNA tests are not. Telomere length measurement can be impactful in terms of wellness and disease prevention. Test-takers can use this biomarker as a motivational and monitoring tool to manage their health and make lifestyle changes to improve it.

Medgadget: Consumer-accessible genetic testing is a booming market. What challenges or gaps still exist when it comes to providing consumers with contextual, useful insight into their current or future health based on indicators in their genetic code?

Shelton: We want to increase awareness among consumers as well as among the medical community about the existence, importance, and potential benefits of telomere testing that can provide actionable information and inspiration as TeloYears does. There are perhaps more published data on telomere length and its usefulness, particularly in identifying the risk of cardiovascular disease, the leading cause of death in the US, than some more commonly used biomarkers. Yet skeptics remain, which can create confusion in the market. Plus, until now, there has not been an accessible option for routine telomere measurement. Ideally, we would like physicians to encourage telomere length testing for their patients, just as they currently offer them the standard cholesterol test. And we would like patients to come to expect a test like TeloYears to be a standard part of their physical exam, knowing that they could use the information it provides to guide their lifestyle choices.
We also believe that continuing to integrate the types of information that can be delivered by these tests, such as telomere length, into personalized medicine will fundamentally change the way each patient is managed.

Medgadget: What can we expect next from TDx or the TeloYears product?

Shelton: We want to be the world’s leader in telomere length measurement. We are working on a more clinically focused intended use for identifying the risk of coronary heart disease to be sold through physicians. In the not-too-distant future, our goal is that every time a doctor orders a cholesterol test for HDL and LDL, they will also order ATL (average telomere length) because telomere length has been shown to be associated with risk of heart disease independent of conventional vascular risk factors. Cardiovascular disease remains the leading cause of death in the US. We want to help fight that.

ITALIANO

Nel 2009 il premio Nobel per la fisiologia o la medicina è stato assegnato a tre scienziati per scoprire come i cromosomi sono protetti dai telomeresi e dall'elemento telomerasi. Oggi, il tratto del telomero del DNA alle estremità dei cromosomi, viene utilizzato come parte di un nuovo test genetico disponibile in commercio che aiuta le persone a capire meglio quanto invecchiano. Il test, TeloYears, è stato sviluppato da Telomere Diagnostics (TDx), una società di test molecolare iniziata nel 2010. Uno dei fondatori di TDx, la dottoressa Elizabeth Blackburn, è stato uno dei tre destinatari del Premio Nobel e un pioniere nella biologia molecolare.
TeloYears è facile da usare, richiedendo che un campione di sangue sia inviato al laboratorio di TDx dove i telomeri in globuli bianchi vengono valutati e riassunti in un rapporto inviato al test-taker. A differenza di altri test genetici, TeloYears si basa su un biomarker che cambia nel tempo, permettendo ad un individuo di fare comportamenti e cambiamenti di stile di vita in base ai loro risultati. Servizi aggiuntivi  aiutane i test-takers a interpretare i loro risultati e sviluppare un piano d'azione fanno parte dell'offerta di TDx. Per saperne di più sulla tecnologia e servizi di TeloYears, Medgadget ha avuto la possibilità di ascoltare dal CEO di TDx, Jason Shelton.

Medgadget, Mike Batista: Che cosa sono i telomeri e come sono associati all'invecchiamento?

Jason Shelton: I telomeri sono i cappucci protettivi che cambiano alle estremità dei nostri filamenti di DNA che tendono ad essere accorciati e si accorciano con l'età e crescono o si riducono con fattori di stile di vita positivi o negativi. Immaginate il nostro DNA come una lunga scala a spirale con milioni di gradini. I nostri telomeri sono le ultime migliaia di gradini alle estremità della scala che lo tengono da "unzipping" in quanto le cellule si dividono e proteggono così i nostri geni, che sono costituiti da lunghe tratti di gradini nel mezzo. Tecnicamente, i telomeri sono tratti ripetitivi della sequenza di coppia di nucleotidi TTAGGG alle estremità dei nostri cromosomi. Quando siamo nati, i nostri telomeri sono tipicamente alla loro massima lunghezza. Tuttavia, durante la nostra vita, i telomeresi accorciano. A ogni divisione cellulare, i telomeri perdono un po' del loro DNA fino a quando, nel tempo, la cellula non può replicare e diventa "senescente", che è l'equivalente cellulare dell'invecchiamento. Tuttavia, le telomeresi consentono una misurazione in tempo reale che può essere utilizzata per rafforzare i cambiamenti nello stile di vita che sono associati a rallentare e persino invertire l'invecchiamento cellulare. Telomere Diagnostics ha sviluppato TeloYears, un semplice DNA test che segue l'età cellulare basata sulla lunghezza del telomero. Il test può essere ripetuto nel tempo per vedere come i piani di vita di un paziente (ad esempio la dieta, l'esercizio fisico e la gestione dello stress) stanno lavorando per migliorare il funzionamento a livello cellulare.

Medgadget: Che cosa ha portato all'idea di sviluppare un prodotto di consumo basato sulla lunghezza del telomere?

Shelton: Una vasta gamma di studi della letteratura accademica pubblicata, intrapresi da organizzazioni che vanno dal Dipartimento degli Affari degli Stati Uniti agli Istituti Nazionali di Salute a NASA, hanno convalidato la misura della lunghezza del telomero come indicatore dell'età cellulare di una persona. Il Premio Nobel 2009 in Medicina, che è stato aggiudicato per la scoperta di come i cromosomi sono protetti da telomeri e dalll'enzima telomerasi, hanno ispirato una prova diagnostica che coinvolge i telomeri per il mercato dei consumatori. L'anno dopo l'assegnazione del premio Nobel, è stata fondata una società di test molecolare, Telomere Diagnostics, per sfruttare in modo originale il potere dei telomeresi, e il test genetico di TeloYears lanciato di recente è stato il risultato.

Medgadget: Come funziona esattamente il test genetico TeloYears dal ricevimento del kit per ottenere risultati?

Shelton: La valutazione di TeloYears inizia quando un interessato invia il suo campione di sangue (una goccia di sangue da un dito) - raccolti a casa utilizzando un kit personalizzato prodotto dall'azienda - al laboratorio certificato CLIA di Telomere Diagnostics in Silicon Valley , California. Lì, i telomeri nelle cellule bianche del sangue  vengono analizzati usando un metodo che Telomere Diagnostics ha pubblicato in una rivista, l'unica società che ha fatto questo. In particolare, la lunghezza media del telomero relativa nelle cellule bianche del sangue è misurata usando una tecnica proprietaria chiamata il test quantitativo della reazione a catena polimerasi (PCR), il cui utilizzo è stato sottolineato nella letteratura accademica. La valutazione condotta dal laboratorio è riassunta in un rapporto inviato al test-taker. Inoltre, è disponibile un supporto personalizzato disponibile da esperti "TeloCoaches" per coloro che vogliono meglio capire quali sono i loro risultati per loro e come agire per migliorarsi lavorando con TeloCoaches per personalizzare un piano d'azione sulla vita.

Medgadget: Che cosa è contenuto nel riepilogo dei report del laboratorio che viene inviato al test-taker?

Shelton: Il rapporto di test di TeloYears fornisce al tester la sua lunghezza media del telomero espressa sia numericamente (come rapporto T / S, che è una misura unitaria comunemente utilizzata nella letteratura pubblicata) e anche come punteggio percentile adeguato per età e genere basata su un confronto con un intervallo di riferimento statisticamente rappresentativo della popolazione statunitense. Il rapporto interpreta anche questo risultato in termini di fornire l'età del test-taker in TeloYears, calcolata come l'età effettiva di un uomo o una donna tipici la cui lunghezza del telomero è simile al loro. Inoltre, se hanno effettuato la prova più di una volta, il rapporto mostra anche come i loro risultati sono cambiati nel tempo. Inoltre, il TeloYears Blueprint for Aging Well, che viene inviato come parte dei risultati del test di TeloYears, esamina i decenni di prove scientifiche sul collegamento tra la lunghezza del telomero e l'invecchiamento in una risorsa semplice, tabellata e a valore aggiunto per coloro che si sentono ispirati ad agire e sfruttare al meglio i loro risultati. Ciò include un'auto-valutazione dettagliata per aiutare a individuare le aree per il miglioramento dello stile di vita.

Medgadget: quali opzioni sono disponibili per i test-takers che scoprono che la loro età cellulare è molto più vecchia della loro età effettiva, come indicato da telomeres più corti?

Shelton: Ci sono salvaguardie in atto per aiutare coloro che vogliono meglio capire i loro risultati o possono essere sorpresi da loro. Il supporto personalizzato è disponibile tramite un servizio chiamato TeloCoach, che fornisce al test-taker un consiglio personalizzato da un TeloCoach certificato che li aiuterà a comprendere meglio quali sono i loro risultati e cosa fare con loro fornendo un Lifestyle personalizzato Piano d'azione basato sulla scienza del telomero, sui loro risultati e sulle abitudini di vita. Facilita anche le discussioni con un medico o il nostro Direttore Medico per coloro che desiderano e / o hanno un risultato insolito o estremo.
È un po' analogo per avere il tuo colesterolo controllato e scoprire che è troppo alto e quindi prendere misure per migliorare il tuo stile di vita. Allo stesso modo, è importante capire che la lunghezza del telomero può cambiare. Il tasso di cambiamento della lunghezza del telomero di una persona è molto individuale e può essere influenzato, sia positivamente che negativamente, da molti fattori che contribuiscono, tra cui la genetica, lo stile di vita, lo stress e l'ambiente. Infatti, il tasso di cambiamento non è costante anche nella durata della stessa persona. Un tester potrebbe essere in grado di rallentare la velocità con cui i loro telomeri si riducono con interventi di stile di vita. I telomeresi possono abbreviarsi più rapidamente durante periodi di stress come gravi malattie o infezioni. Allo stesso modo, durante i periodi di buona salute, il tasso telomerico di accorciamento può rallentare in modo significativo. Infine, una corretta alimentazione, esercizio fisico. e la gestione dello stress ha dimostrato di aumentare anche la lunghezza del telomero. Raccomandiamo che un interessato consulti il proprio medico prima di intraprendere qualsiasi programma di modifica della dieta, dell'esercizio fisico o della vita.

Medgadget: come gli utenti hanno risposto e approfittato delle informazioni fornite dai risultati del test di TeloYears?

Shelton: Per più di due decenni la lunghezza del telomero è stata ben consolidata nella letteratura clinica come un importante biomarker della salute generale. Solo adesso è reso largamente disponibile a coloro che considerano un approccio preventivo alla loro salute, seguendo la loro salute e idoneità. Ma a differenza di step e trackers, la lunghezza del telomero è più personale, perché non è solo quello che una persona fa, ma è a livello del proprio DNA. E questa parte del loro DNA può cambiare. Pertanto, ci impegniamo ad aiutare le persone a conoscere la loro lunghezza del telomero e il corpo delle conoscenze sulla biomassa del telomero in generale. Attraverso questo importante e integrativo fattore di salute generale, desideriamo aiutare le persone a trovare l'ispirazione per fare scelte di vita più sane attraverso le informazioni personalizzate sul proprio DNA. Ma se non lo misuri, non puoi gestirlo e lo mettiamo a disposizione a teloyears.com.
Negli ultimi anni, la tecnologia TeloYears è stata sottolineata in vari rapporti mediatici che hanno evidenziato i responsabili dei test. Ad esempio, un rapporto televisivo CBS News ha profilato diversi tester di TeloYears. Ulteriori commenti dei nostri clienti sono disponibili nella sezione recensioni del nostro sito web.

Medgadget: come TeloYears confronta o differisce da altri test genetici a disposizione dei consumatori come 23andMe?

Shelton: TeloYears è molto più attivo perché la lunghezza del telomero può cambiare, mentre la tua origine o tratti non possono. Abbiamo il metodo di misura dei telomeri leader a livello mondiale e siamo l'unica azienda a pubblicare la convalida analitica del nostro metodo in revisione peer. Il telomero è una parte unica del DNA umano che cambia con lo stile di vita e dispone anche di più di 20.000 pubblicazioni  corretti da peer-reviewed che supportano i suoi legami con una varietà di malattie legate all'età e mortalità in generale. Poiché questa parte del DNA può cambiare, il nostro test può essere più attivo rispetto ad altri test del DNA che sono più "one and done" misure di un aspetto fisso del tuo DNA. In questo senso, è simile al test del colesterolo, che è anche attivo in quei risultati possono essere influenzati da cambiamenti positivi del lifestyle, in un modo che altri test del DNA non sono. La misurazione della lunghezza della telomere può avere un impatto in termini di benessere e prevenzione delle malattie. I collaudatori possono utilizzare questo biomarker come strumento motivazionale e di monitoraggio per gestire la propria salute e modificare lo stile di vita per migliorarlo.

Medgadget: il test genetico accessibile ai consumatori è un mercato in espansione. Quali sfide o lacune esistono ancora quando si tratta di fornire ai consumatori una comprensione contestuale e utile nella loro salute attuale o futura basata sugli indicatori nel loro codice genetico?

Shelton: Vogliamo aumentare la consapevolezza tra i consumatori e tra la comunità medica sull'esistenza, l'importanza e i potenziali vantaggi dei test sui telomeri che possono fornire informazioni e ispirazione attuabili come TeloYears. Ci sono forse più dati pubblicati sulla lunghezza del telomero e sulla sua utilità, in particolare per identificare il rischio di malattie cardiovascolari, principale causa di morte negli Stati Uniti, rispetto a alcuni biomarcatori più comunemente usati. Eppure rimangono gli scettici, che possono creare confusione sul mercato. Inoltre, fino ad ora, non esiste un'opzione accessibile per la misurazione del telomero di routine. Idealmente, vorremmo che i medici incoraggino i test di lunghezza del telomero per i loro pazienti, proprio come attualmente offrono loro il test standard di colesterolo. E vorremmo che i pazienti si aspettassero che un test come TeloYears fosse una parte standard del loro esame fisico, sapendo di poter utilizzare le informazioni fornite per guidare le loro scelte di stile di vita.
Riteniamo inoltre che continuare ad integrare i tipi di informazioni che possono essere fornite da questi test, come la lunghezza del telomero, in medicina personalizzata cambierà fondamentalmente il modo in cui ogni paziente viene gestito.

Medgadget: cosa possiamo aspettarci da TDx o dal prodotto TeloYears?

Shelton: Vogliamo essere il leader mondiale nella misura della lunghezza del telomero. Stiamo lavorando su un utilizzo più mirato clinicamente  per identificare il rischio di malattia coronarica da vendere attraverso i medici. Nel futuro non troppo lontano, il nostro obiettivo è che ogni volta che un medico ordina un test di colesterolo per HDL e LDL, ordinano anche ATL (lunghezza media del telomere) perché la lunghezza del telomere è stata dimostrata associata al rischio di malattie cardiache indipendente dai fattori di rischio vascolari convenzionali. La malattia cardiovascolare rimane la principale causa di morte negli Stati Uniti. Vogliamo aiutare a combattere.

Da:

https://www.medgadget.com/2017/09/age-teloyears-interview-telomere-diagnostics-ceo-jason-shelton.html