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mercoledì 11 gennaio 2017

APPRONFONDIMENTO DEGLI EFFETTI DELL’ESISTENZA DELLA FORZA ROTAZIONALE GRAVITAZIONALE INDOTTA SUL MOTO DI ROTAZIONE E RIVOLUZIONE DELLA TERRA

APPRONFONDIMENTO DEGLI EFFETTI DELL’ESISTENZA DELLA FORZA ROTAZIONALE GRAVITAZIONALE INDOTTA SUL MOTO DI ROTAZIONE E RIVOLUZIONE DELLA TERRA


Dott. Giuseppe Cotellessa



Sir Isaac Newton ha proposto che esiste una forza reale gravitazionale f=ma valida sia nei sistemi inerziali che non inerziali ed una forza apparente, forza centripeta mv2/r, o centrifuga mω2r valida solo nei sistemi non inerziali.

La prima dipende dall’accelerazione, e la seconda dalla velocità,
In base all’analogia tra il sistema di equazioni di Maxwell valido per il campo elettromagnetico

Fem =q(E + vB)

il Dott. Giuseppe Cotellessa per primo al mondo ha intuito che un sistema simile deve essere valido anche per le forze gravitazionali rotazionali:

Fgr =m(g+vω)

Dove mg corrisponde alla forza gravitazionale ed mvω alla forza rotazionale.

Entrambe queste forze sono reali.

Dall’analisi di queste equazioni risulta evidente che la velocità angolare ω nel campo gravitazionale  rotazionale corrisponde al campo magnetico B nel campo elettromagnetico.

Da questa analogia si possono ricavare informazioni importanti sulla forza rotazionale mvω

ANALOGIA TRA GENERAZIONE DI CAMPO MAGNETICO DA CARICA ELETTRICA IN MOVIMENTO CON VELOCITA’ COSTANTE V E VELOCITA’ ANGOLARE DI ROTAZIONE DI UN PIANETA CON  MASSA IN MOVIMENTO CON VELOCITA’ COSTANTE V

Dalla legge di Biot Savart si ha che:

B = μoI/2 πR

In modo analogo si dovrebbe avere per il campo rotazionale gravitazionale

ωT di rotazione proporzionale a IT/R

dove
ωT (rad/sec) è la velocità angolare di rotazione della terra quando ruota su se stessa.

IT  = MT/t dovrebbe essere  la corrente gravitazionale della Terra.

E’ da sottolineare che la Terra insieme al Sole ed al sistema planetario del Sole si muovono nell’Universo.

Questo continuo spostamento del sistema solare è come se producesse una corrente gravitazionale della Terra IT.

Sperimentalmente ho provato a fare qualche verifica sperimentale per trovare qualche legame tra ωT di rotazione  ed i parametri dei pianeti.

Ho individuato il legame tra la velocità ω di rotazione dei pianeti espressa come durata del giorno in hh ed il numero di satelliti dei pianeti.

Tabella 1

pianeta
Durata del giorno (hh)
Numero di satelliti
terra
24
1
marte
24
2
saturno
10
22
giove
9
16
venere
5942
0
mercurio
1416
0
urano
10
5
nettuno
16
2
plutone
144
1

Dalla tabella 1 si ricava che i pianeti con nessun satellite devono avere minore velocità angolare e quindi maggiore durata di rotazione su loro stessi (e quindi minore forza rotazionale) perché non devono allontanare da loro nessun satellite. Invece i pianeti con molti satelliti hanno maggiore velocità angolare e quindi minore durata di rotazione su loro stessi per allontanare da loro i satelliti che sono attratti dal pianeta dalla forza di attrazione gravitazionale.

Questa relazione è indicativa che esiste tra pianeti e i suoi satelliti una relazione tra forza gravitazionale mg e la forza rotazionale indotta che può essere espressa come mvω.= mv2/r = mω2r. dove in questo caso ω è la velocità angolare di rotazione del pianeta su sè stesso.



ANALOGIA TRA FORZA DO LORENTZ  DA CARICA ELETTRICA IN MOVIMENTO E FORZA ROTAZIONALE INDOTTA  DA UN CORPO CON MASSA IN MOVIMENTO.


La forza di Lorentz avviene quando una carica elettrica q con velocità v taglia perpendicolarmente le linee di forza di un campo magnetico B.

La sua espressione è:

FL =qvB

In modo analogo quando un corpo con massa m e velocità v entra perpendicolarmente alla direzione della velocità angolare ω viene generata la forza rotazionale indotta

Frg = mvω

La terza legge di Keplero trova la relazione tra velocità angolare ω di rivoluzione o periodo di rivoluzione intorno al sole con i raggi d dell’orbita del pianeta rispetto al sole.

Questa relazione è ricavata dall'uguaglianza della forza gravitazionale tra sole e pianeta con la relativa forza rotazionale indotta

GM1M2/d2 = M1vω = M1ω2d = M1d/T2


da cui d3/T2 = costante