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domenica 22 gennaio 2017

Gli scienziati provano che un “verme immortale” può rigenerarsi infinitamente e restare per sempre giovane. / Scientists prove that an "undying worm" can regenerate itself endlessly and remain forever young.

Gli scienziati provano che un “verme immortale” può rigenerarsi infinitamente e restare per sempre giovane. / Scientists prove that an "undying worm" can regenerate itself endlessly and remain forever young.

Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa / Reported by Dr. Joseph Cotellessa



Gli scienziati dell’Università di Nottingham hanno dato vita a numerosi dibattiti nel 2008, affermando che il loro oggetto di studio, la Planaria o “verme piatto”, potrebbe in realtà essere immortale, essendo in possesso di una capacità illimitata di rigenerare le proprie cellule, e quindi praticamente senza mai invecchiare. In effetti, deve essere fatta un’importante precisazione, la cosa interessante non è che il verme non inveccha mai, ma il fatto che rimanga sempre giovane!

Come potete immaginare una scoperta così interessante non è passata inosservata e non ci è voluto molto perchè fosse posta la domanda essenziale: come potete affermare che essi siano davvero immortali? Una semplice domanda, con una risposta estremamente complicata.

Per rispondere a questa domanda dobbiamo, in primo luogo, definire che cosa rende un animale immortale. Semplicemente, se diciamo che un animale è immortale, aspettarsi che muoia è lontano dall’essere pratico, in termini scientifici.
I ricercatori hanno isolato una serie di parametri genetici che devono presentarsi per poter considerare un animale immortale.
Prima di tutto si deve ritenere che esso abbia la capacità di sostituire le sue vecchie cellule indefinitamente, ed è il compito delle cellule staminali.

Con l’età la maggior parte degli animali tende a perdere gradualmente questa capacità, causando invecchiamento, disordini ed eventualmente la morte. Il verme piatto non solo è in grado di rigenerare le sue vecchie cellule morte, ma può letteralmente costruire un nuovo cervello, l’intestino o la coda quando viene diviso a metà.

In questo caso entrambe le metà danno origine ad un nuovo individuo.
Nel corso degli anni, durante le loro ricerche, gli scienziati della Notthingam University hanno clonato alcune migliaia di individui partendo da un solo verme piatto, tagliandolo a metà, le quali sono state poi divise in due parti e così via.

Il biologo Dottor Aziz Aboobaker della University’s School of Biology, che ha guidato il progetto, spiega:
“ Stavamo studiando due tipi di vermi planari; quelli che si riproducono sessualmente, come noi, e quelli che si riproducono asessualmente, semplicemente dividendosi in due”

“Entrambi sembrano essere in grado di rigenerarsi indefinitamente sviluppando nuovi muscoli, pelle, intestini ed anche cervelli completi, ancora ed ancora.”

“Solitamente quando le cellule staminali si dividono – per curare le ferite o durante la riproduzione o la crescita – esse cominciano a mostrare segni d’invecchiamento. Ciò significa che le cellule staminali non saranno più capaci di dividersi e meno capaci di sostituire cellule specializzate morte nei tessuti dei nostri corpi.
L’invecchiamento della nostra pelle è forse l’esempio più chiaro di quet’effetto.”

“I vermi planari e le loro cellule staminali sono in qualche modo capaci di evitare il processo di invecchiamento e mantenere la divisione cellulare.”

LA CHIAVE SI CELA NEL DNA

Ogni volta che una cellula si divide, la terminazione del suo DNA, chiamata telomero, diventa più corto. Un enzima chiamato telomerasi rigenera i telomeri, comunque nella maggior aprte degli organismi a riproduzione sessuale è attiva soltanto durante lo sviluppo dell’organismo. Una volta raggiunta la maturità, l’ enzima smette di funzionare e i telomeri diventano sempre più corti finchè la replicazione cellulare diventa impossibile, altrimenti il DNA subirebbe gravi danneggiamenti.

Un animale immortale riesce a mantenere la lunghezza del telomeroi ndefinitamente, in questo modo può continuare a riprodursi, e il Dott. Aboobaker con i suoi colleghi sono riusciti a dimostrare che i vermi piatti conservano attivamente le terminazioni dei loro cromosomi nelle cellule staminali adulte, portandoli all’immortalità teorica.
Il dottorando Thomas Tan ha condotto una serie di esperimenti decisivi all’interno del progetto, per spiegare scientificamente l’affascinante, quanto teorica, immortalità.

È stata identificata una versione piana del gene che codifica per l’enzima della telomerasi, e la sua attività era spenta.
Dato che la dimensione del telomero si riduceva, è stato quindi confermato che era il gene era proprio quello.

Armati di questa nuova scoperta e comprensione, gli scienziati hanno monitorato e misurato il gene, osservando che nei vermi a riproduzione sessuale la sua attività aumenta enormemente quando si rigenerano, permettendo alle cellule staminali di conservare i loro telomeri durante la divisione per formare tessuti mancanti.

“È stato fantastico trovarmi tra il laboratorio genetico sui lieviti del Prof. Edward Louis e il centro di Ricerca sui Tumori al Cervello nei Bambini, oltre ai centri di ricerca della University of Notthingam competenti in biologia del telomero.
Aziz e Ed cominciarono a chiedere prove più chiare e penso che siamo riusciti a dare una risposta molto soddisfacente.” afferma il Dott. Tan.

DA VERMI IMMORTALI A UMANI IMMORTALI

Lo stesso non si applicava ai vermi piatti con riproduzione sessuale che, in ogni caso, continuavano a mostrare la stessa, apparentemente indefinita, capacità di riprodursi. I ricercatori spiegano che anche se questi vermi piatti accorciassero eventualmente i loro telomeri, sebbene molto gradualmente, o avessero trovato un modo diverso di conservare indefinitamente la replicazione cellulare, questo non coinvolge l’enzima della telomerasi.

I ricercatori sostengono che il prossimo passo è studiare come tutto ciò può essere applicato ad organismi più complessi, come gli umani.
“ I prossimi obiettivi per noi sono: comprendere questi meccanismi più nel dettaglio e capire di più su come far evolvere animali immortali.” dice Aboobaker.

“I vermi sono un un sistema modello al quale possiamo porre domande come: è possibile per un animale pluricellulare essere immortale ed evitare gli effetti dell’invecchiamento?”


“Se si, come si comportano questi animali a confronto con altri che non possono esserlo? Ovviamente noi speriamo che questo possa avere impatto sugli umani, è per questo che facciamo ricerca. Ma non è nostra intenzione produrre droghe o medicine… lo stanno già facendo altri, sono sicuro.”

Le scoperte sono state pubblicate su PNASUniversity of Nottingham PR.
Un’altro video molto interessante sull’età, e quano possiamo invecchiare.

ENGLISH

Scientists at the University of Nottingham have given rise to numerous debates in 2008, stating that the subject of study, the Planaria or "flatworm", may actually be immortal, being in possession of an unlimited capacity to regenerate its own cells and therefore virtually never grow old. In fact, should be made an important clarification, the interesting thing is not that the worm never inveccha, but the fact that it remains always young!

As you can imagine a discovery so interesting has not gone unnoticed, and it did not take much because he placed the essential question: how can you say that they are really immortal? A simple question with a very complicated answer.

To answer this question it must, first, define what makes an immortal animal. Simply, if we say that an animal is immortal, to expect him to die it is far from practical, in scientific terms.

Researchers have isolated a number of genetic parameters that must be present in order to be considered an immortal animal.

First of all it must be held that it has the ability to replace its old cells indefinitely, and it is the task of stem cells.

 With age the majority of the animals tends to gradually lose this ability, causing aging, disorders and possibly the death. The flat worm not only is able to regenerate its old dead cells, but can literally build a new brain, the gut or the tail when it is divided in half.

In this case both halves give origin to a new individual.

Over the years, during their research, the scientists of the Notthingam University have cloned a few thousands of individuals from a single worm plate, cutting it in half, which were then divided into two parts, and so on.

 The biologist Dr. Aziz Aboobaker from the University's School of Biology, who led the project, explains:

"We were studying two types of planar worms; those that reproduce sexually, like us, and those that reproduce asexually by simply dividing in two "

"Both seem to be able to regenerate indefinitely by developing new muscles, skin, intestines and even complete brains, again and again."

"Usually when stem cells divide - to heal wounds or during playback or growth - they begin to show signs of aging. This means that stem cells are no longer able to divide and less able to replace dead specialized cells in the tissues of our bodies.

The aging of our skin is perhaps the clearest example of this 
effect "

"The planar worms and their stem cells are in some way capable of avoiding the aging process and maintain cell division."


THE KEY IS IN THE DNA 

 Every time a cell divides, the termination of his DNA, called the telomere becomes shorter. An enzyme called telomerase regenerates telomeres, but in many aprte of sexually reproducing organisms is active only during development of the organism. Once they reach maturity, the 'enzyme stops working, and telomeres get shorter and shorter until the cell replication becomes impossible, otherwise the DNA would suffer serious damage.

 An immortal animal is able to maintain the length of telomeroi ndefinitamente, in this way can continue to reproduce, and Dr. Aboobaker with his colleagues were able to show that the flat worms actively maintain the ends of their chromosomes in adult stem cells, bringing them theoretical immortality.

The PhD student Thomas Tan has conducted a series of experiments decisive in the project, to scientifically explain the fascinating, because theoretical immortality.

 It is a flat version of the gene that codes for the enzyme was identified telomerase, and its activity was off.

Since the telomere size was reduced, it was confirmed that it was the gene was what.

Armed with this new discovery and understanding, the scientists monitored and measured the gene, noting that in the sexual reproduction worms its activity greatly increases when they regenerate, allowing the stem cells to maintain their telomeres during division to form the missing tissue.

 "It was great to be among the genetic laboratory on the lees of Prof. Edward Louis and the center of Research on the Brain Tumors in Children, in addition to research centers of the University of Notthingam competent in telomere biology.

Aziz and Ed began to demand clearer evidence and I think we managed to give a very satisfactory answer. "Said Dr. Tan.

FROM   IMMORTAL WORMS TO IMMORTAL HUMAN IMMORTAL

The same did not apply to flat worms with sexual reproduction that, in any event, continued to show the same, apparently indefinite, ability to reproduce. The researchers explain that although these flatworms accorciassero possibly their telomeres, although very gradually, or they found a different way to indefinitely maintain cell replication, this does not involve the enzyme telomerase.

 The researchers claim that the next step is to study how this can be applied to more complex organisms, like humans.

"The next goals for us are: to understand these mechanisms in more detail and to understand more about how to evolve the immortal animals." Says Aboobaker.

 "The worms are a model system to which we can ask questions like: is it possible for a multicellular animal to be immortal and to prevent the effects of aging?"

"If so, how these animals behave in comparison with others that can not be? Obviously we hope that this will have an impact on humans, which is why we do research. But it is not our intention to produce drugs or medicines ... are already doing more, I'm sure.

Da:
https://lospiritodeltempo.wordpress.com/2012/03/25/gli-scienziati-provano-che-un-verme-immortale-puo-rigenerarsi-infinitamente-e-restare-per-sempre-giovane/