Archivio blog

martedì 17 gennaio 2017

In studio un nuovo trattamento contro il medulloblastoma / In the study a new treatment for medulloblastoma



In studio un nuovo trattamento contro il medulloblastoma / In the study a new treatment for medulloblastoma


Segnalato dal Dott. Giuseppe Cotellessa /Reported by Dr. Joseph Cotellessa


Una sostanza, la chemokina Cxcl3, può bloccare questo tumore, frequente nell’infanzia, senza ricorrere a sostanze tossiche. Si sta studiando l’applicabilità nell’essere umano del trattamento.


Il medulloblastoma è il più diffuso tumore cerebrale dell’infanzia e, nonostante l’accettabile tasso di sopravvivenza, la tossicità dei trattamenti oggi in uso, in particolare la radioterapia, lasciano nei pazienti danni gravi, tra cui disturbi cognitivi permanenti e neoplasie secondarie. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) di Roma mettendo a profitto l’esperienza derivata da un decennio di studi sullo sviluppo dei neuroni nel cervello e nel cervelletto (neurogenesi), ha dimostrato in vivo che dopo il trattamento con la proteina Cxcl3, anche se il tumore ha già iniziato a svilupparsi, il medulloblastoma non si forma più o scompare completamente. Lo studio è pubblicato su Frontiers in Pharmacology.
“Già nel 2012 avevamo identificato la chemokina Cxcl3 quale possibile target terapeutico, dimostrando che la mancanza di questa proteina si lega a un notevole aumento della frequenza del medulloblastoma, poiché i precursori cerebellari, cioè le cellule giovani che poi diventano neuroni, non riescono più a migrare al di fuori della zona proliferativa alla superficie del cervelletto e tendono a diventare neoplastici. Una permanenza eccessiva nella zona proliferativa rende cioè i precursori più suscettibili alle mutazioni che inducono la proliferazione incontrollata”, spiega Felice Tirone dell’Ibcn-Cnr, che ha guidato la ricerca in collaborazione con Manuela Ceccarelli e Laura Micheli. “Utilizzando questa informazione, abbiamo ora dimostrato che se un modello murino che sviluppa medulloblastoma con alta frequenza viene trattato per un mese per via intracerebellare con Cxcl3, a due mesi da quando il tumore ha già iniziato a svilupparsi, il medulloblastoma non si forma più o scompare completamente”.
La peculiarità di questo studio è la procedura totalmente diversa da quelle in uso, che si basano sul blocco della proliferazione dei precursori cerebellari neoplastici mediante sostanze tossiche. “Il nostro approccio sfrutta invece la plasticità residua del precursore cerebellare neoplastico, in quanto Cxcl3 ne forza la migrazione al di fuori della zona proliferativa del cervelletto verso la parte interna, dove i precursori neoplastici differenziano, uscendo definitivamente dal programma di sviluppo del tumore”, precisa il ricercatore.
Si sta ora studiando l’applicabilità nell’essere umano di questo trattamento, che è stato brevettato dal Cnr (Cxcl3 chemokine for the therapeutic treatment of medulloblastoma, Patent WO 2014053999 A1). “Cxcl3 sembra essere privo di tossicità anche ad alte dosi, ma resta da chiarire se la plasticità dei precursori cerebellari tumoralicioè la capacità di differenziare dopo la migrazione, permane a stadi più avanzati del tumore”, conclude Tirone. “Un’applicazione possibile sarebbe nella sindrome di Gorlin, dove il medulloblastoma è trasmesso geneticamente (frequenza 1:50.000), e quindi la sua insorgenza è più prevedibile e monitorabile sin dalle fasi iniziali di sviluppo”.

ENGLISH

A SUBSTANCE, THE CHEMOKINA CXCL3, CAN BLOCK THIS CANCER, FREQUENT IN CHILDHOOD WITHOUT RESORT TO TOXIC SUBSTANCES. YOU ARE STUDYING THE APPLICABILITY OF TREATMENT in the human being.

Medulloblastoma is the most common childhood brain tumors and, despite the acceptable rate of survival, toxicity of the treatments currently in use, in particular radiation therapy, in patients leave serious damage, including permanent cognitive disorders and secondary neoplasms. A group of researchers of the Institute of cell biology and neurobiology of the National Research Council (IBCN-CNR) in Rome by harnessing the experience from a decade of studies on the development of neurons in the brain and cerebellum (neurogenesis), has demonstrated in vivo that after treatment with the Cxcl3 protein, even if the tumor has already started to develop, medulloblastoma not form more or disappears completely. The study is published in Frontiers in Pharmacology.

"Already in 2012 we had identified the chemokina Cxcl3 as a possible therapeutic target, demonstrating that the lack of this protein binds to a substantial increase in the frequency of medulloblastoma, since the cerebellar precursor, that is, the young cells which then become neurons, no longer able to migrate out of the proliferative zone to the surface of the cerebellum and tend to become neoplastic. Excessive proliferative stay in the area that makes the precursors more susceptible to mutations that cause the uncontrolled proliferation, "explains Felice Tirone dell'Ibcn-CNR, who led the research in collaboration with Manuela Ceccarelli and Laura Micheli. "Using this information, we have now shown that if a mouse model that develops medulloblastoma with high frequency is treated for a month to Via intracerebellar with Cxcl3, at two months from when the tumor has already started to develop, medulloblastoma no longer form or disappears completely. "
The peculiarity of this study is totally different procedure than those in use, based on the block of proliferation of cerebellar neoplastic precursors by toxic substances. "Our approach instead exploits the residual plasticity of the cerebellar precursor neoplastic, since it Cxcl3 strength migrate to the outside of the proliferative zone of the cerebellum toward the inner part, where the neoplastic precursors differentiate, finally exiting from tumor development program", states the researcher.


He is now studying the applicability of this treatment in humans, which has been patented by the CNR (Cxcl3 chemokine for the therapeutic treatment of medulloblastoma, Patent WO 2014053999 A1). "Cxcl3 seems to be non-toxic even at high doses, but it remains unclear whether the plasticity of cerebellar tumor precursors, ie the ability to differentiate after migration, remains at more advanced stages of the cancer," says Tirone. "One possible application would be in Gorlin syndrome, where the medulloblastoma is transmitted genetically (frequency 1: 50.000), and therefore its onset is more predictable and monitored at an early stage of development."

Da:

http://www.galileonet.it/2017/01/nuovo-trattamento-medulloblastoma/?utm_campaign=Newsatme&utm_content=In%2Bstudio%2Bun%2Bnuovo%2Btrattamento%2Bcontro%2Bil%2Bmedulloblastoma&utm_medium=news%40me&utm_source=mail%2Balert